Che faccia ha un sogno che si realizza?
9 ottobre 2017

Che faccia ha un sogno che si realizza? Angela e Mirco sono una coppia giovane e felice. Si sono conosciuti alla scuola media, erano compagni di classe. Passati i tre anni, fra dispetti e sorrisi, si sono un po’ persi di vista. Abitavano in due paesi piuttosto vicini, ma lontani per due quindicenni. Scuole superiori diverse, altri amici, le strade si dividono. Poi si cresce ancora.
Lei ad inseguire le sue passioni, il mare, la musica di Fabrizio De Andrè, l’università, lo studio delle lingue… una città, Genova.
Mirco, finita la scuola superiore, affianca da subito il padre e il nonno nell’azienda di famiglia. Una piccola azienda che alleva animali da cortile, coltiva e vende frutta e verdura ai mercati generali e presso il piccolo spaccio aziendale.

Ma un giorno arriva la festa di paese e gli sguardi si incrociano nuovamente, dopo molti anni: adesso non c’è più spazio per prese in giro e dispetti vari.
Angela è una giovane donna, capelli biondi, occhi chiari, sguardo vivace e attento.
Mirco è cresciuto un sacco, ora porta una barba lunga, ben tenuta, ha molti amici attorno a lui, è simpatico, scherza sempre. Le ragazze lo amano, e lui contraccambia. Eccome! Tante ragazze… Ma quegli occhi non li hai mai dimenticati, ed ora eccoli lì… tornano a posarsi su di lui.

L’anno seguente vivono insieme in una piccola casetta ricavata dal vecchio fienile del nonno di Mirco. Tempo fa hanno preso una decisione: gestire insieme l’azienda del nonno e del padre di Mirco. Sono felici della loro scelta, ma hanno un po’ di paura: nuovi investimenti, decisioni importanti, rinunce… Una realtà che due ragazzi vogliono far crescere, creandosi una solida rete di vendita.

Lui si occupa col padre del lavoro con gli animali, lei gestisce l’orto e il frutteto, seguendo i sapienti consigli del nonno. Angela, però, ha un timore: come raggiungere e come spiegare ai potenziali clienti cosa fa la loro azienda, quale filosofia segue, quali sono i loro prodotti più buoni?!

Mirco e Angela parlano molto. Discutono. Passano le serate a pianificare progetti, cercare nuove strade. E qui arriva l’idea: rinnovare l’immagine aziendale, cominciando a scattare delle fotografie da pubblicare sulla loro pagina Facebook. I vari momenti della loro giornata, il contatto con la natura, il loro sogno realizzato. I primi Like, i primi contatti, i primi complimenti.

In seguito, Angela, intuendo le potenzialità delle immagini si rivolge ad un fotografo professionista. Poi le foto si evolvono in video. Perché Angela vuole spiegare, far vedere dal vivo la propria attività. Inizialmente si limita a postare sui social network piccole strisce quotidiane in cui racconta i “segreti” della loro attività, fa conoscere ai propri followers i suoi cani, i gatti, gli altri animali, riprende il nonno mentre spiega come si procede con gli innesti degli alberi da frutto.

Angela è molto brava, ma i mezzi e le sue competenze non sono abbastanza. Decide, allora, di rivolgersi a un regista per confezionare un video aziendale che coniughi la necessità di far conoscere i propri prodotti e trasmettere l’amore con cui svolgono la loro attività, comunicando in maniera più efficace ed emozionale. Si susseguono gli incontri, si parla, si scrive una sceneggiatura, si disegna uno storyboard, Mirco e Angela partecipano entusiasti come attori e protagonisti del video. I giorni di riprese sono frenetici, la troupe si muove all’interno dell’azienda. Si lavora, si stabiliscono nuove amicizie. Qualche settimana dopo il video viene lanciato e diffuso attraverso una campagna pubblicitaria. Cominciano ad arrivare i primi complimenti: “Bellissimo posto!”, “Passeremo a trovarvi sicuramente!”, “Che qualità!”, “Come posso ordinare i vostri prodotti?”…

“Avessimo un sito internet aggiornato” sospira Angela. Ora Mirco e Angela sono seduti in cortile, il sole finisce per baciare la terra di rossi, una birra sul tavolo per chiudere la lunga giornata di lavoro e per festeggiare.
“Siamo stati grandi” dice Mirco.
“Siamo grandi” risponde Angela, dritta negli occhi di Mirco.
Poi  abbassando dolcemente lo sguardo sulla sua pancia, con un filo di voce, sussurra: “Saremo grandi“.


Manuel Bagarolo

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